Benvenuti al sito web siciliano del Centro Italiano Studi Ufologici

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Nelle pagine seguenti vi offriremo una visione quanto più completa possibile dello studio della fenomenologia ufologica operato in Sicilia.
In questo senso la nostra iniziativa vuole affiancarsi agli altri siti ufologici regionali già creati dal CISU oltre che ai primari
UFO-ON-LINE e CISU-ON-LINEai quali in particolare si rimanda per una più approfondita presentazione del fenomeno UFO e della nostra associazione. Se volete segnalarci un avvistamento occorso a voi o a persona di vostra conoscenza, vi invitiamo a compilare l’apposito questionario ed a contattare il nostro collaboratore a voi più vicino consultando l’apposito elenco pubblicato alla voce “Chi siamo, dove siamo”. Per qualunque altra vostra esigenza potete scriverci all’indirizzo: cisusicilia@gmail.com

Gli Ufo in Sicilia

Gli Ufo in Sicilia

Lo Scenario Regionale
L’inizio 

Segnalati per la prima volta negli Stati Uniti il 24 giugno 1947 dal pilota e uomo d’affari americano Kenneth Arnold e battezzati prontamente dalla stampa "flying saucers" (letteralmente "piatti volanti"), gli UFO arrivarono in Italia nei primi giorni del luglio di quello stesso anno, attraverso alcune corrispondenze d'oltreoceano riportanti non solo l'osservazione di Arnold ed i successivi avvistamenti avvenuti in diversi altri stati dell'Unione e nel Canada, ma anche le prime dichiarazioni che gli scienziati e le autorità, presi decisamente alla sprovvista da tanto clamore, si trovarono a dover improvvisare per far fronte alla forte ondata emotiva che aveva colpito l’opinione pubblica. 

In Sicilia, il primo organo di informazione a raccontare ai propri lettori quanto stava accadendo in America fu il  Corriere di Sicilia che l’ 8 luglio 1947 pubblicò il seguente articolo ("I dischi volanti – il mistero del giorno").- Corriere di Sicilia, 8 luglio 1947 ( I dischi volanti – il mistero del giorno)Un articolo storico, anche per il primato della pubblicazione della prima notizia dell'osservazione di un "improbabile" disco volante avvenuta nel nostro Paese, al pari di quelli similari pubblicati lo stesso giorno ("Misteriosi razzi avrebbero solcato il cielo degli Stati Uniti" che riproduciamo nonostante la cattiva qualità della copia giuntaci) ed il successivo ("Immensi dischi volanti sulla costa americana del Pacifico") dal Notiziario di Messina.Notiziario di Messina, 8 luglio 1947 ( Misteriosi razzi…Notiziario di Messina, 9 luglio 1947 ( Immensi dischi volanti…)Tuttavia, la grande curiosità che questi avvistamenti non mancarono di suscitare anche da noi ebbe breve durata e nel giro di poche settimane la stampa sembrò dimenticarsi degli avvenimenti straordinari che in tutto il mondo avevano portato la gente ad interrogarsi sulla natura dei misteriosi velivoli segnalati. In realtà, benchè ad un ritmo blando, gli avvistamenti continuarono - sebbene quasi esclusivamente in America - e non mancarono episodi anche drammatici (come la morte del capitano dell’aeronautica statunitense Thomas Mantell perito il 7 gennaio 1948 in un misterioso incidente aereo mentre tentava di intercettare un’enorme UFO – forse un gigantesco pallone sonda - apparso nei cieli del Kentucky) la cui eco giunse anche sulla stampa nostrana. 

Gli Anni ‘50  

 Ma fu soltanto a partire dalla primavera del 1950 che questa sorta di tregua venne decisamente interrotta da una nuova massiccia ondata di avvistamenti, seguita da una seconda nell’estate del ‘52 e da una terza ancora più grande nell’autunno del ‘54, che coinvolsero per la prima volta in maniera significativa anche la Sicilia. Pochi furono infatti le città od i paesi siciliani che alla fine di questo straordinario ciclo non poterono annoverare tra le proprie cronache il passaggio di un "disco volante" nello spicchio di cielo a sé soprastante. Una vera e propria valanga di segnalazioni che la stampa condensò in brevi trafiletti per raccontare un fatto che sembrava essere diventato quasi normale. Tanto di routine da spingere il quotidiano catanese  La Sicilia a raccogliere le notizie di avvistamenti provenienti nella primavera del 1950 da ogni parte del mondo in un'apposita rubrica intitolata "I dischi del giorno" della quale riproduciamo due esempi.- La Sicilia, 14 aprile 1950 ( I dischi del giorno – Chiaramonte Gulfi…- La Sicilia, 20 aprile 1950 ( I dischi del giorno – sei a Pachino…)Niente di strano allora se, fra tanti avvistamenti, diversi furono anche gli episodi in cui l’entusiasmo sopravanzò il buon senso inducendo in equivoco intere cittadinanze, come testimoniano gli articoli di seguito riprodotti.- Corriere di Catania, 5 giugno 1952 (stralcio) ( Migliaia di persone ieri hanno visto…- Corriere di Sicilia, 5 giugno 1952 ( Tutti i catanesi finalmente hanno visto…)- Corriere di Sicilia, 6 giugno 1952 ( Non era "disco volante")E' in questo clima che i dischi volanti diventarono anche un fenomeno di costume, coinvolgendo vari aspetti della vita sociale del nostro Paese. Così, mentre sull'esempio di quanto già ideato in America, anche in Sicilia alcuni intraprendenti commercianti lanciarono delle campagne pubblicitarie abbinando i propri prodotti ai misteriosi velivoli ed ai "marziani" ritenuti i loro probabili piloti, come attestano i due inserti di seguito riprodotti Corriere di Sicilia, 7 aprile 1950 Corriere di Sicilia, 21 maggio 1950...altri si dedicarono invece all'organizzazione di originali appuntamenti mondani incentrati sul medesimo tema, il cui successo dimostrò quanto i marziani ed i dischi volanti fossero divenuti popolari e di gran moda. La Sicilia, 2 febbraio 1951 Il Corriere di Catania, 19 novembre 1952. 

L’era pionieristica dell’ufologia siciliana

Ma se la maggior parte della gente viveva con una certa ironia questa invasione di marziani, ci fu anche chi prese sul serio il problema posto dagli avvistamenti dei dischi volanti. Certamente concreto fu per esempio l’impegno espresso dal prof. Giuseppe Luigi Beneventano, che, affrontando la questione da un punto di vista rigorosamente scientifico, espose le proprie conclusioni sull’origine meteorologica del fenomeno UFO nel volumetto  "Che cosa sono i dischi volanti"(edito a Catania nel 1952 e reperibile presso la locale Biblioteca Universitaria), recensito il 4 ottobre dello stesso anno dal  Corriere di Catania.- Corriere di Catania, 4 ottobre 1952
Tuttavia la sua figura rimase isolata nel contesto dell’epoca, essendo già ovunque ben più ampio il fronte degli appassionati che andavano aggregandosi in club e associazioni per sostenere la realtà dei dischi volanti. Tra i primi circoli a formarsi in Sicilia in quegli anni, merita di essere ricordato per l'intraprendenza che ne caratterizzò la pur breve vita, il  Centro Studi e Ricerche Spaziali, della cui nascita nel 1958 diede così notizia l’ Espresso Sera.- Espresso Sera, 18-19 aprile 1958Ovviamente l'approccio di tali gruppi al fenomeno UFO era invero molto semplice, per non dire addirittura ingenuo: nessuno dubitava che i dischi volanti fossero astronavi provenienti dallo spazio ed il vero problema era piuttosto come comunicare con i loro piloti. In questa scia si muoveva anche il CSRS che, suddiviso in tre sezioni di studio e di ricerca (Astronomia, Astronautica-Razzomodellismo e Ufologia) impostò la propria attività ufologica con l'obiettivo di entrare in contatto con le presunte intelligenze extraterrestri sia attraverso le facoltà paranormali di alcuni medium, sia attraverso la costruzione e la sperimentazione di appositi trasmettitori radio, talvolta con risultati a dir poco "clamorosi".- Espresso Sera, 25-26 novembre 1957Marziani, messaggi dallo spazio, moniti rivolti agli uomini affinchè non turbassero l’equilibrio dell’universo. Un contesto congeniale alla conferenza che il già famoso "archeologo" americano prof. George H. Williamson, autore del best seller  "I dischi volanti parlano", tenne a Catania il 21 agosto 1958, ospite proprio del CSRC, e di cui la stampa regionale si occupò quasi fosse una personalità di primo piano.- Espresso Sera, 19-20 agosto 1958 - Espresso Sera, 21-22 agosto 1958 - Espresso Sera, 22-23 agosto 1958 - La Sicilia, 22 agosto 1958 - La Sicilia, 23 agosto 1958 

Gli Anni ’60 e la nascita del contattismo 

Considerati i precedenti del Williamson, che ai suoi numerosi "titoli" accademici aggiungeva anche quello di testimone oculare (uno dei dieci) del primo incontro di George Adamski (capotistipe di tutti i contattisti) con il venusiano Orthon (avvenuto secondo l'iconografia del celebre contattista il 20 novembre 1952 in una località del Desert Center dell'Arizona), non stupisce che fra coloro che lo accolsero con entusiamo a Catania ci fosse anche Eugenio Siragusa, all'epoca ancora semplice appassionato di dischi volanti, ma che di lì a pochi anni avrebbe cominciato a far parlare di sè per i suoi pretesi contatti con i "fratelli dello spazio", divenendo in breve il più popolare contattista italiano ed incidendo fortemente sullo sviluppo dell'ufologia nel sentire dell'opinione pubblica.- Eugenio SiragusaL'ingresso ufficiale sulla scena ufologica di Eugenio Siragusa (classe 1919) risale al 19 settembre 1962, allorchè il quotidiano La Sicilia ne pubblicò la storia ed il testo dei primi messaggi ricevuti dagli extraterrestri nel seguente servizio.- La Sicilia, 19 settembre 1962Nonostante il cappello  "Quando la fantasia galoppa a briglia sciolta" non lasciasse alcun dubbio sull'interpretazione data dal cronista alle avventure spaziali raccontate dal protagonista, nel volgere di pochi anni Siragusa vedette crescere la propria fama in maniera esponenziale, fino a travalicare anche i confini nazionali. Tanto successo lo indusse a lasciare il modesto impiego all'ufficio del dazio di Catania ed a fondare il  Centro Studi Fratellanza Cosmica (CSFC), nella cui sede di Nicolosi (CT) riunì in una sorta di comunita' molti dei propri seguaci, che in lui vedevano il proprio maestro e padre spirituale e dalla cui ingenuità e generosità egli attinse per finanziare la propria attività, fino allo scioglimento del gruppo avvenuto ufficialmente agli inizi degli Anni '80. Emulo del già citato Adamski, nel periodo della sua maggiore fama Siragusa viaggiò in lungo ed in largo per l'Italia ed alcuni altri paesi, in particolare del Sud America, affascinando un vasto pubblico con un fantastico repertorio di incontri con esseri di altri pianeti, viaggi attraverso altre dimensioni a bordo di quelle meravigliose e straordinarie navi cosmiche che, a suo dire, sarebbero gli UFO, e racconti incredibili delle proprie vite passate (nelle quali ovviamente avrebbe sempre incarnato personalità di primo piano: da Giovanni Battista ad Ermete Trismegisto, da Cagliostro a Rasputin), in tal modo contribuendo alla diffusione ed alla penetrazione in ampi strati sociali di un certo folklore ufologico divenuto con gli anni così popolare nell'opinione pubblica da rendere praticamente impossibile una netta separazione tra quanto radicatosi anche inconsciamente nell'immaginario collettivo e la casistica ufologica di intere aree, come la nostra regione. Sulla fatiscente credibilità di Siragusa, irrimediabilmente compromessa dalle squallide vicende umane e giudiziarie che lo hanno coinvolto sul finire degli Anni '70, la storia ha ormai espresso il proprio inesorabile giudizio negativo, ridimensionandone drasticamente la statura morale ed il carisma. E chi, come il suo più illustre discepolo, lo "stigmatizzato" Giorgio Bongiovanni, dopo averlo a lungo supportato e difeso come proprio "padre spirituale", ne è poi definitivamente uscito dal cono d’ombra, abbandonandolo al suo destino e dando luogo ad un silente scisma interno al movimento Nonsiamosoli (naturale promanazione del CSFC), alla lunga ha finito per emularne anche la triste parabola discendente fino alla totale eclisse. Tuttavia, la figura di Eugenio Siragusa rimane quella che più di ogni altra, nel bene o nel male, ha condizionato l'ufologia siciliana e quella dalla quale non è possibile prescindere se si vuole tentare di comprendere il fitto sottobosco di sette e circoli a sfondo para-ufologico tutt'ora presente ed operante soprattutto nella provincia etnea.   

Gli Anni '70   

La nascita e lo sviluppo del contattismo italiano, venne accompagnata nel nostro Paese dal contemporaneo sorgere delle prime associazioni civili improntate ad uno studio più "scientifico" del fenomeno UFO e diffuse a livello nazionale. Dalle ceneri del  Centro Italiano Studi Aviazione Elettromagnetica di Roma(CISAER) fondato negli anni '50 dal console Alberto Perego e del quale in Sicilia avevano assunto l'incarico di segretari di sezione il catanese Alfredo Scalia (già tra i fondatori del citato CSRS) ed il dr. Amleto Pezzati (Palermo), nel 1966 nasce infatti a Milano il  Centro Unico Nazionale (CUN), presto ribattezzato Centro Ufologico NazionaleQualche anno dopo, sulla scia del successo ottenuto in edicola dal  Giornale dei Misteri, un mensile nato nel 1971 ed interamente dedicato alle "scienze maledette" quali lo spiritismo, la parapsicologia ed, appunto, l'ufologia, trovò ampio riscontro in tutt’Italia l'invito alla costituzione di "gruppi di ricerca" rivolto dalla testata fiorentina a tutti gli appassionati. In pochi mesi, grazie anche agli effetti della grande "ondata" di avvistamenti del 1973, un po' ovunque nacquero decine e decine di club ed associazioni, per lo più costituiti da giovani e giovanissimi. Un fenomeno che non risparmiò neppure la Sicilia, dove nella seconda metà degli Anni ‘70 possiamo contare oltre una cinquantina tra gruppi e singoli ricercatori attivi. Naturalmente, nella maggior parte dei casi si trattò di semplici appassionati, se non addirittura di fanatici, la cui principale attività si risolveva nella raccolta di ritagli di giornale inerenti avvistamenti UFO avvenuti in ogni parte del mondo. Quella palestra fu comunque importante per far maturare nei più intraprendenti il desiderio di dar vita a qualcosa di più serio. Fallito che fu nel 1977 il tentativo operato da Antonio Blanco di riunire in una  Federazione Ufologica Regionale Siciliana i principali gruppi di ricerca operanti nell’isola, fu dunque naturale per i ricercatori maggiormente impegnati confluire in seno al CUN, contribuendo alla costituzione delle sedi di Catania e Palermo del  Centro Ufologico Nazionale, giusto in tempo per far fronte alla grande ondata di avvistamenti che tra l’autunno del 1978 e l’inverno del 1979 travolse l’Italia. Un decennio denso di avvenimenti alla fine del quale giunse il suggello del 1° Convegno Regionale di Studio su "Attendibilità del fenomeno ufologico nell’indagine scientifica" (17-18 novembre 1979), organizzato a Palermo dalla locale sede CUN con la partecipazione dei più autorevoli ufologi italiani del tempo.   

Gli Anni ’80

Alla convulsa ondata del 1978-79, anche in Sicilia fecero seguito anni di relativa calma sul fronte degli avvistamenti, che consentirono agli interessati di concentrarsi maggiormente sullo studio dei dati raccolti in precedenza. Ne sono espressione la seconda (13-15 novembre 1981) e terza (28-29 gennaio 1984) edizione del Convegno Regionale sui "Fenomeni Celesti Anomali" organizzato dalla sede CUN di Palermo con il patrocinio della Regione Siciliana. Per contro però, la stessa calma determinava anche la progressiva uscita di scena di molti degli appassionati e degli studiosi che avevano seguito o animato il dibattito nel corso degli Anni ’60 e ’70 ed il cui interesse si era andato col tempo spegnendosi.E’ attraverso questa sorta di selezione naturale (fenomeno ciclico in ufologia al pari delle ondate di avvistamenti) ed a seguito di una serie di contrasti non solo ideologici che nel 1985 si giunse ad una storica scissione in seno al CUN (fino ad allora la principale organizzazione civile operante nel nostro Paese) dalla quale nacque il  Centro Italiano Studi Ufologici. Smontata la struttura organizzativa del CUN (con lo scioglimento di entrambe le rappresentanze di Catania e Palermo ed il definitivo abbandono dell’ufologia da parte dei più), i principali protagonisti superstiti dell’ufologia siciliana confluirono così nel nuovo centro, riorganizzando i collegamenti e sviluppando una rete di collaboratori atta a presidiare il territorio regionale.   

Gli Anni ’90

Fortemente ridimensionato nell’organico e nelle attività il CUN, il vero protagonista dei primi Anni ’90 è il CISU, particolarmente impegnato in una serie di iniziative divulgative nazionali e locali, culminanti per la sede siciliana nell’organizzazione di una riuscitissima mostra multimediale, la prima nel suo genere realizzata in Sicilia, di scena a Catania dal 21 al 28 gennaio 1995.- Giornale di Sicilia, 21/1/1995 ( Tutto quello che avreste voluto sapere e vedere dei dischi volanti)Grazie al lancio da parte dell’ANSA, la manifestazione godette di risonanza nazionale sia televisiva che su stampa facendo registrare la presenza di oltre un migliaio di visitatori provenienti da tutta l’isola e financo dalla vicina Calabria.Ma proprio quando l’impegno profuso dal CISU per tentare di modificare nell’opinione pubblica la radicata immagine dell’ufologia da pittoresco studio dei dischi volanti in seria ricerca su un fenomeno dai profondi risvolti sociali e culturali oltre che scientifici, cominciava a dare i primi risultati, ecco che sulla scena mondiale irrompeva la notizia dell’esistenza di un misterioso filmato relativo addirittura all’autopsia effettuata su uno degli alieni caduti nel mitico incidente di Roswell e catturati dall’esercito americano.Tale notizia, abilmente pilotata per evidenti interessi economici dal produttore cinematografico Ray Santilli, e gli eventi che ne seguirono diedero il là a tutta una serie di squallide iniziative commerciali che nel volgere di pochi mesi mutarono profondamente lo scenario nazionale: le edicole italiane vennero letteralmente invase da numerose pubblicazioni ufologiche o pseudo-tali, nonché da una pletora di produzioni video vhs, che sull’onda del clamore e delle polemiche suscitate dalla riesumazione del caso Roswell, ebbero facile gioco sul pubblico più ingenuo, conquistando rapidamente grosse fette di mercato.E’ un fatto che a cavalcare senza alcuno scrupolo questo bieco filone altamente redditizio dell’ufologia fu quello stesso  Centro Ufologico Nazionale che oggi tenta di rinnegare un tale recente quanto imbarazzante passato. Basta sfogliare un qualunque numero di quegli anni del  "Notiziario UFO" e delle altre riviste collegate alla coppia Pinotti-Baiata (tra queste, vero e proprio concentrato di demenzialità fu " Dossier Alieni") o ancora guardare una delle videocassette della serie  "UFO", edita dalla Columbia Tristar Home Video e realizzata con "l’illuminante" consulenza del CUN, per rendersi conto del livello vergognoso raggiunto dall’editoria ufologica italiana.-Notiziario UFO , n.17, marzo-aprile 1998 (copertina)-Pubblicità Dossier Alieni-Pubblicità vendita videocassetta "UFO"-Teorie cospirazioniste, rapimenti alieni, patti scellerati, impianti ed esperimenti genetici, creature e scenari da incubo che in breve distrussero l’immagine di serietà che l’ufologia italiana aveva faticosamente conquistato grazie all’attività del CISU.Ma sul finire degli Anni ’90, il sovrapporsi di sempre più forti interessi economici e di potere a quello più genuino e scientifico per la materia, causò all’interno del gruppo dirigente del CUN la nascita di rivalità e spaccature che, con l’inevitabile esaurirsi della vena d’oro, evolsero burrascosamente in una serie di rotture definitive e nella formazione di nuove associazioni aventi in comune una visione a senso unico in chiave extraterrestre e cospirazionista del fenomeno UFO e l’ambizione di gestire in maniera egemonica l’arcipelago di gruppi di appassionati generato dal boom dell’ufologia commerciale degli Anni ’90.  

Il Presente 

Lo scenario dell’ufologia siciliana del terzo millennio rispecchia in pratica quello nazionale, dove è oggi possibile individuare i seguenti principali filoni o attori. In primis le due principali associazioni italiane presenti sul territorio Nazionale: da una parte il Centro Italiano Studi Ufologici, che ispirandosi ad un tipo di approccio al fenomeno UFO caratterizzato dai principi della metodologia scientifica e da un sano scetticismo, ha avviato ormai da anni e porta avanti con coerenza una serie di progetti di studio e di attività divulgative di fondamentale importanza per lo sviluppo di una "ufologia di ricerca" tesa al superamento delle posizioni preconcette quanto estremistiche tipiche delle altre associazioni ufologiche italiane ed alle quali in questo senso tende le mani in uno spirito di aperta collaborazione; dall’altra il Centro Ufologico Nazionale, l’altra grande associazione nazionale nata negli anni '60, che (dopo anni di profonde lacerazioni e divisioni al suo interno susseguenti alla scissione dell'85 da parte del nucleo fondatore del CISU), cerca di rifarsi una verginita' ufologica e lasciarsi alle spalle le infinite quanto infruttuose polemiche, per anni indirizzate al CISU dal suo ex presidente Roberto Pinotti, dandosi un nuovo slancio con un piu' moderno assetto organizzativo e rinnovando i propri vertici dirigenziali.In quest’ottica, a seguito di lenti ma graduali riavvicinamenti fra i vertici delle due associazioni, sono stati stipulati degli accordi per attivare dei protocolli di collaborazione in alcune aree di interesse comune. Il risultato di questi accordi è di una certa rilevanza e sotto gli occhi di tutti: l’adozione e la condivisione da parte del CUN del codice etico gia’ adottato dal CISU e patrimonio dell’ufologia europea, l’uso di un questionario comune per la raccolta degli avvistamenti UFO e l’utilizzo anche da parte del CUN del “Manuale di metodologia d’indagine” del CISU. Si tratta di un passo significativo che si è potuto compiere grazie al comune e reciproco riconoscimento di CUN e CISU come consolidate ed importanti componenti della comunita’ ufologica italiana. Queste due associazioni, con le loro diversità e complementarità, rappresentano un patrimonio unico e imprescindibile, sono lo spartiacque tra la seria ricerca ufologica e l’ufomania. Il periodo attuale registra un generale impoverimento dell’ufologia italiana: meno appassionati, meno attivita’ sul campo, piu superficialita’ nell’approccio. A cio’ va aggiunta una generale frammentazione delle attivita’, disperse tra piccoli gruppi di ricerca e singoli ufologi che spesso, soprattutto nel caso di giovani appassionati, trasferiscono su internet l’intera propria attivita’ ufologica. L’avvento e la diffusione massiccia delle nuove tecnologie, ormai alla portata di tutti, incoraggia sempre piu', giovani, nella maggioranza dei casi, ma anche distinti e attempati signori, ad ingegnarsi con la creazione di siti e blog “ufologici”, con molta improvvisazione e senza un minimo di background ufologico serio. Secondo costoro questo sarebbe sufficiente per autodefinirsi "ufologi". Ovvio che, anche se l'ufologia allo stato attuale non è una professione legalmente regolamentata da un albo professionale (per cui chiunque, in effetti, puo' appiccicarsi addosso questa etichetta), l'uscita pubblica di tali personaggi arreca un serio danno a quanti, all’ufologia razionale e allo studio critico del fenomeno Ufo hanno dedicato anni di seri studi e ricerche. "La misura è colma", si sono detti in tanti fra chi si occupa seriamente e da decenni dell'argomento. Tra questi, il presidente del CUN, Vladimiro Bibolotti, che, nel corso di una recente trasmissione televisiva, a denti stretti ha invocato la creazione di una sorta di ­interessante quanto improbabile “Commissione di Controllo per le affermazioni degli Ufologi” (una sorta di CICAP ufologico, per intenderci). Noi del CISU francamente siamo del parere che di un simile polpettone indigesto si puo’ tranquillamente fare a meno. L’azione sinergica di contrasto delle due associazioni è piu’ che sufficiente per arginare questa marea di disinformazione.Su tutt’altro piano infine si colloca ciò che resta delle frange cultiste e millenaristiche del XX secolo, per intenderci quelle che sul finire del secolo scorso in Italia avevano trovato la loro principale espressione nel movimento Nonsiamosoli dello "stigmatizzato" Giorgio Bongiovanni (presente in Sicilia grazie al preesistente substrato di seguaci del vecchio Centro Studi Fratellanza Cosmica del contattista Eugenio Siragusa, morto nel 2006), deleterio mix di ufologia, religione e filosofie orientali, coniuganti le teorie cosmiche dei vecchi contattisti con quelle più attuali di stampo new age. Di fronte ad un quadro di questo genere è importante che le due maggiori associazioni italiane abbiano individuato dei principi etici e delle regole comuni e che si propongano come esempio di serieta’ e concretezza per tutti gli ufologi italiani." 

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